Max Valerio: giustapposizioni tra onirismo e realtà

Immaginazione fervida e sperimentazione continua si traducono spesso in immagini oniriche dalle narrative sognanti. Dal forte impatto estetico, le fotografie di Max Valerio parlano un linguaggio unico proprio, e non hanno bisogno di molte parole. Richiamano mondi giustapposti di pseudo-realtà. Le sue visioni si caratterizzano per uno stravagante realismo magico in cui viene esaltata l’espressione allo stato puro.

 

Progetto personale del fotografo Max Valerio scattato a Venezia

 

  Racconti fotografici tra onirismo e realtà


Da sempre affascinato dalla figura umana, Max Valerio inizia il suo percorso artistico-creativo all’età di 13 anni come pittore espressionista. Si avvicina al mondo della fotografia nel 2006, perché l’atto del fotografare è come pitturare attraverso la luce ma anche perché è un mezzo più immediato per esprimersi. Inizialmente fotografa gruppi rock per poi avvicinarsi al mondo della moda e poterla raccontare attraverso la sua interpretazione.

 

   Look ispirato al corallo in collaborazione con lo Studio Petite Photo


Attratta dalle sue immagini immersive che sembrano dei miraggi di esplorazioni romantiche dai messaggi nascosti, lo contatto per farci due chiacchiere.

 

Colori vintage per la serie Americana / Art Project

 

Concept stravaganti tra il vintage e il pop

 

Max Valerio: self portrait

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WHY
come e perché ti sei avvicinato al tuo percorso?
Da una spinta interiore. A 13 anni disegnavo come pittore. Sono tutt’ora pittore, faccio sculture, adoro lavorare il cemento e tutto ciò che mi permette di esprimermi. La fotografia è un mezzo che mi fa esprimere in modo più immediato rispetto alla pittura. Prima non veniva considerata come in questo periodo, ma per me è sempre stata una forma di espressione. Certo con il digitale è più semplice. Ho avuto una camera oscura ma siamo nel nuovo millennio e se sei una creatura creativa ti adegui. Adoro la fotografia perché posso dire mille cose insieme e sempre diverse altrimenti mi annoio. Senza stimoli non si fa niente. Anche un semplice raggio di luce contro una parete o su una persona può darmi stimolo. L’ispirazione si prende da tutto quello che viene; ci sono una marea di giovani emergenti non conosciuti che fanno lavori interessantissimi.

WHO
come ti descriveresti in poche parole?

(ride) 
Ho uno spaccato di me a metà che riesce a stupirmi tutti i giorni. È bello e brutto tutto insieme perché non ho mai un punto fermo e mi rende un po’ borderline.

WHAT
qual’è la tua fonte di ispirazione?
Tutto. La vita è fonte di ispirazione totale. Anche la vita quotidiana può ispirarmi e quando accade e la sento è come una forma di orgasmo, ma ancora più alta nella sua purezza.

WHERE
dove vai quando hai bisogno di una pausa?

Due posti in particolare. Uno è un luogo fisico: il mare. Per mare intendo dove non c’è nulla, dove è cristallino e non c’è niente intorno. Un’altro luogo è nella mia testa: nella musica. La metto a massimo volume e mi perdo via in me stesso. La musica è come l’ossigeno e la scelta musicale dipende dal momento e da cosa devo fare.

WHEN
quando e quali saranno i tuoi prossimi passi?

Sono un po’ una sorpresa, perché mentre te lo dico potrebbero già cambiare. Il prossimo passo è creare qualcosa assolutamente; vorrei già essere a creare in questo momento! E poi vorrei radunare un po’ di teste e creare un’occasione dove ognuno porta qualcosa di sé, uno stimolo. Quindi anche ritrovare stimoli per fare opere, disegnare.

**WILDCARD
se tu fossi una materia quale saresti?

Penso che sarei l’acqua perché è in continuo cambiamento e prende qualsiasi forma. Adoro l’acqua. Può fare una marea di cose. Può essere trasparente ma anche torbida. È potentissima.

 

 

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